FONDAZIONE CLAUDI
Nel settembre del 1999 Vittorio Claudi istituisce a Roma la Fondazione Claudi con lo scopo di custodire e mantenere il carattere unitario delle carte del fratello Claudio Claudi e dei quadri di sua madre Anna Pioli in Claudi. L’intenzione che spinge Vittorio a costituire la Fondazione travalica però la semplice custodia dei beni appartenenti alla sua famiglia, come egli stesso scrive:
Nell’arco della nostra vita, che abbraccia quasi l’intero secolo, abbiamo conosciuto troppo spesso uomini di alto intelletto e di inflessibile rigore morale, vivere soli in gelide angustie economiche proprio nella parte più debole della loro esistenza. I riconoscimenti, se ci sono stati, sono venuti dopo. A quegli uomini, che noi definiamo “Principi Morali” la Fondazione vorrà portare sollievo economico e conforto.

Missione
Custodire e mantenere il carattere unitario dell’archivio dei manoscritti di Claudio Claudi e dell’opera pittorica di sua madre Anna Pioli in Claudi e di quanto ulteriormente pervenuto alla Fondazione, e porli in condizione di essere consultati da parte di quanti hanno interesse alla ricerca e allo studio.
Promuovere ricerche e studi sull’opera, la vita e il pensiero di Claudio Claudi e sull’opera pittorica di sua madre Anna Pioli in Claudi.
Diffondere i risultati della propria attività attraverso pubblicazioni, periodiche e non, che riflettano il contenuto morale, letterario, poetico del pensiero del Claudi e storico-artistico della madre Anna. Queste potranno essere direttamente edite dalla Fondazione, ovvero edite da altri per conto della stessa.
Svolgere nell’ambito del pensiero morale, filosofico, culturale e poetico attività di formazione e di aggiornamento destinata sia a docenti delle scuole di ogni ordine e grado, sia a ricercatori e a docenti universitari.
Sostenere economicamente alcuni “Prìncipi morali” di età avanzata. Essi potranno essere scelti tra poeti, pensatori, artisti, scienziati di elevata statura morale, anche se di limitata risonanza.
Il racconto del presidente Massimo Ciambotti della missione della Fondazione Claudi, in occasione della mostra dedicata ai 50 anni dall’anniversario della scomparsa di Claudio Claudi (1972-2022).
Intervista di Gabriele Codoni
Regia e riprese di Leonardo Ranzuglia
Organi istituzionali
Consiglio di Amministrazione Massimo Ciambotti (Presidente), Sandro Lazzari (Consigliere), Anthony Valentine Sforza (Consigliere)
Revisori dei Conti rag. Giovanni Bagli, dott.ssa Giovanna Leoni, dott.ssa Alessandra Franzone (Ministero della Cultura)
Comitato scientifico Davide Rondoni, Italo de Curtis, Mario Morcellini
Segreteria Marco Falcinelli
Curatore del Fondo Claudi Codoni Gabriele
La famiglia Claudi
La famiglia Claudi è composta dal padre Adolfo Claudi e dalla madre Anna Pioli in Claudi, la cui unione ha generato: Claudio Claudi, Dina Claudi e Vittorio Claudi. Ingegno, costanza, resilienza, ostinazione e cura del lavoro rappresentano i tratti principali del temperamento di questa famiglia che incarna l’essenza tipica della personalità dei marchigiani: sempre pronti a scoprire nuove terre e orizzonti ma avendo nello sguardo e nelle ossa quella profonda nostalgia per la propria terra e le proprie origini. E le vicende biografiche dei Claudi sono il paradigma di questo rapporto tra l’ambizione di voler realizzare grandi progetti e il bisogno di ritornare sempre e comunque nel proprio borgo natale, rappresentato dal piccolo comune di Serrapetrona. Oltre al primo figlio Claudio – intellettuale ammesso nella Normale di Pisa nel 1932 e, nonostante le sue precarie condizioni di salute, uno dei protagonisti della ripresa culturale italiana avvenuta subito dopo la liberazione di Roma nell’aprile 1944 – l’anima culturale della famiglia, e in particolare le principali vicende che ne hanno segnato la fortuna, le possiamo ritrovare nella biografia della pittrice Anna Claudi. Lei non incarna solo l’animo artistico e letterario che pervade in modo diverso tutta la famiglia, ma ne esprime anche i poliedrici interessi.

Anna Claudi è innanzitutto un’imprenditrice coraggiosa come emerge nella capacità di realizzare a Roma, insieme al figlio Vittorio nel 1939, la clinica ospedaliera Villa Bianca Maria. È una donna che ama la “dolce vita” romana come riecheggia nelle movimentate serate che si vivevano a “casa Claudi”, raccontate in maniera sconcertata dallo scrittore sardo Giuseppe Dessì, oppure come testimonia una foto del jazzista statunitense Duke Ellington, che nel salotto di casa, insieme a «flessuose ragazze», Vittorio descrive come «visibilmente divertito» perché il «vinello di casa non mancava mai». È anche una patriota, protagonista di importanti attività di assistenza e ricovero agli ebrei e ai membri della resistenza durante l’occupazione nazista di Roma dopo l’8 settembre 1943. Il figlio Vittorio racconta che Anna veniva convocata più volte da «un certo monsignore Montini» in Vaticano per «nascondere questa coppia o quella famiglia di ebrei». Inoltre, nella clinica Villa Bianca Maria sono stati nascosti alcuni partigiani appartenenti al “Raggruppamento Castelli Lazio Sud”, in particolare Aldo Ayroldi».
Da questa breve ricognizione storia, possiamo notare come la biografia dei Claudi ci offra un’inedita prospettiva storica che ci consente di approfondire e decifrare i principali eventi che costituiscono la nostra memoria e coscienza collettiva.
Il Fondo Claudi
Il Fondo Claudi custodisce e raccoglie la memoria storica della famiglia Claudi, in particolare gli scritti dell’intellettuale Claudio Claudi e di sua madre, la pittrice Anna Pioli in Claudi. L’archivio è strutturato nelle seguenti sezioni: Adolfo Claudi, Anna Claudi, Claudio Claudi, Dina Claudi, Vittorio Claudi, piantine catastali, proprietà della famiglia Claudi, documenti vari, libri e riviste. Ognuna di queste sezioni è a sua volta suddivisa in altre sottosezioni.
Nel Fondo sono presenti documenti di particolare rilievo storico come alcune cartine originali del primo conflitto mondiale, medaglie di guerre, testimonianze e documenti relativi agli attentati romani di via Rasella. Da sottolineare la presenza di lettere che testimoniano i rapporti e le relazioni intrattenute dalla famiglia Claudi con alcune personalità del mondo culturale italiano della prima metà del Novecento, come Maria Zambrano, Libero de Libero, Aldo Capitini, Leonardo Sinisgalli, Giuseppe Tucci, Rosario Assunto, Nicola Ciarletta, Leo Magnino, Giacomo Natta, Alberto Jacovoni, Marino Piazzolla, Werther Angelini e Ricciardo Ricciardelli.
Serrapetrona
La Fondazione Claudi ha sede legale a Roma e sede operativa nel comune marchigiano di Serrapetrona, un comune italiano di 868 abitanti della provincia di Macerata. Il territorio comunale di Serrapetrona è prevalentemente montuoso e collinare, ammantato di boschi cedui di querce, lecci, carpini, noccioli e confina con le circoscrizioni di San Severino Marche, di Tolentino, di Belforte del Chienti, di Caldarola, di Camerino e di Castelraimondo. Ed è proprio su questi terreni che si produce sin dal Medio Evo la “Vernaccia di Serrapetrona D.O.C.G.”, fiore all’occhiello della passione di alcuni vitivinicoltori della zona e vanto della tradizione vinicola Marchigiana ed Italiana. L’eccellenza di questo spumante rosso naturale, frutto di una vendemmia particolare, deriva dal fatto che metà dell’uva viene messa ad essiccare su graticci prima di essere spremuta. Alla preparazione di questo vino concorre generalmente l’uva omonima per 1’85%, il restante 15% è rappresentato dal Sangiovese e dal Montepulciano o Ciliegiolo. Come gran parte dei comuni di Macerata, anche Serrapetrona vanta una ricca presenza di opere artistiche conservate in piccole chiese presenti su tutto il suo territorio. Spiccano in particolare le pale d’altare e il pregevolissimo polittico di Lorenzo D’Alessandro e la Crocifissione di scuola camerinese, di Giovanni Angelo di Antonio, rispettivamente nella Chiesa di S. Francesco e nella Pieve di S. Lorenzo.
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